Negli ultimi anni lo smart working è diventato una modalità di lavoro stabile per molte aziende. Non si parla più di una misura emergenziale, ma di un modello organizzativo che alterna presenza e remoto. Eppure, la domanda ricorrente tra i datori di lavoro è sempre la stessa:
“Se i miei dipendenti lavorano da casa, devo comunque garantire la sorveglianza sanitaria?”
La risposta breve
Sì, nella maggior parte dei casi sì.
Il D.Lgs. 81/08 non distingue tra chi lavora in azienda e chi lavora altrove: ciò che conta non è dove il lavoro viene svolto, ma a quali rischi il lavoratore è esposto.
Quando lo smart working richiede la sorveglianza sanitaria
Se nel DVR aziendale sono presenti rischi da:
- uso prolungato di videoterminali,
- posture fisse o scorrette,
- stress lavoro-correlato o isolamento,
la sorveglianza sanitaria rimane obbligatoria.
In buona sostanza, un lavoratore agile che sta seduto per otto ore al giorno davanti a un portatile non va considerato “esente” solo perché opera da casa.
Il ruolo del datore di lavoro
È compito del datore di lavoro aggiornare la valutazione dei rischi, considerando anche i dipendenti in smart working.
In pratica, significa chiedersi:
- Il lavoratore dispone di una postazione ergonomica adeguata?
- Lavora con un notebook senza monitor esterno?
- Ha orari regolari e pause programmate?
Non serve inviare un tecnico a casa di ogni dipendente, ma è importante che ci sia una valutazione ragionata, condivisa con il medico competente.
Come si adatta il lavoro del medico competente
Il medico competente non viene “esonerato” dallo smart working, ma adatta le proprie attività:
- Collabora alla revisione del DVR.
- Aggiorna i protocolli sanitari includendo i rischi da VDT e stress.
- Fornisce indicazioni pratiche per migliorare l’ergonomia domestica.
- Partecipa alla formazione e alla promozione della salute.
Il sopralluogo annuale rimane previsto, ma può concentrarsi sulla sede aziendale, integrandolo con valutazioni indirette per i lavoratori remoti (foto postazione, questionari ergonomici, colloqui individuali).
Un’occasione per fare meglio
Lo smart working può essere anche un’opportunità: permette di ripensare il benessere lavorativo in chiave più moderna, puntando su equilibrio e prevenzione.
Il medico competente, in questo senso, diventa una figura di riferimento non solo per “fare le visite”, ma per aiutare le aziende a gestire la salute dei propri collaboratori in modo più intelligente e sostenibile.
In sintesi
- Se nel DVR sono presenti rischi da VDT, postura o stress, la sorveglianza sanitaria resta obbligatoria.
- Il medico competente deve essere coinvolto nella valutazione e nella gestione di questi rischi.
- La prevenzione in smart working passa dall’ergonomia, dall’organizzazione e da una buona comunicazione con i lavoratori.





